Come monetizzare la cyber security con il ROSI

Se stai lottando per convincere il management ad aumentare il budget di sicurezza, hai bisogno di un linguaggio che parli di numeri. È qui che entra in gioco il ROSI (Return on Security Investment). Questo strumento trasforma i rischi informatici astratti in metriche finanziarie tangibili: non si tratta più solo di “protezione”, ma di perdite attese, costi mitigati e benefici economici misurabili. Il ROSI è la chiave per presentare il valore strategico della sicurezza, traducendola nel linguaggio che interessa a qualsiasi board direttivo.

Perché il classico ROI non basta per la Cyber Security?

Nel mondo aziendale, il ROI (Return on Investment) tradizionale misura il profitto generato da un investimento rispetto al suo costo (ad esempio, l’incremento delle vendite derivante da un nuovo software di CRM). La sicurezza informatica, tuttavia, non genera direttamente nuovi ricavi. Il suo valore risiede nella prevenzione delle perdite e nella salvaguardia della continuità aziendale.

È proprio per colmare questo divario che nasce il ROSI. Piuttosto che calcolare il guadagno finanziario netto, il ROSI quantifica la quantità di rischio (e quindi di denaro) che un’azienda riesce a evitare implementando una specifica contromisura di sicurezza.

La Formula del ROSI: Come tradurre il rischio in numeri

Per calcolare il ritorno economico di una soluzione di sicurezza si utilizza una formula matematica consolidata a livello internazionale:

ROSI = [(ALE × Tasso di Mitigazione) – Costo della Soluzione] / Costo della Soluzione

Per applicare correttamente questo modello finanziario, è necessario scomporre e calcolare i singoli fattori che lo compongono:

1. L’ALE (Annualized Loss Expectancy)

L’ALE rappresenta la perdita finanziaria annua attesa per una specifica minaccia informatica prima dell’adozione della contromisura. Si calcola moltiplicando due variabili fondamentali:

  • SLE (Single Loss Expectancy): L’impatto economico stimato per un singolo incidente di sicurezza. Include sia i costi diretti (risoluzione tecnica, sanzioni legali come quelle legate al GDPR, eventuali riscatti) sia i costi indiretti (downtime/fermo operativo dell’azienda, perdita di produttività, danni alla reputazione e abbandono dei clienti).

  • ARO (Annual Rate of Occurrence): La frequenza stimata con cui tale minaccia potrebbe colpire l’azienda nell’arco di un anno. Si basa su dati storici aziendali, intelligence sulle minacce (threat intelligence) e benchmark di settore (es. se un attacco si verifica mediamente una volta ogni 5 anni, l’ARO sarà 0,2; se si verifica 2 volte all’anno, l’ARO sarà 2).

ALE = SLE × ARO

2. Il Tasso di Mitigazione

Indica l’efficacia stimata della soluzione di sicurezza che si intende adottare. Nessun software o procedura azzera il rischio al 100%, ma una buona soluzione può ridurlo drasticamente (ad esempio, un sistema EDR avanzato potrebbe mitigare il rischio di ransomware dell’85%).

3. Il Costo della Soluzione (TCO)

Rappresenta il Total Cost of Ownership della contromisura su base annua. Non include solo il prezzo di licenza del software o dell’hardware, ma anche i costi di implementazione, la manutenzione, la formazione del personale e il tempo necessario per la gestione operativa.

Un Esempio Pratico: Validare la spesa per un sistema Anti-Ransomware

Immaginiamo che una media impresa stia valutando l’acquisto di una nuova soluzione di protezione per mitigare il rischio di attacchi ransomware.

  1. Calcolo dello SLE: L’azienda stima che un blocco totale dovuto a un ransomware causerebbe un fermo produttivo medio di 5 giorni, con spese di ripristino e potenziali sanzioni. Costo stimato per singolo evento: € 200.000.

  2. Calcolo dell’ARO: I report di settore e lo storico indicano che la probabilità di subire un attacco riuscito è del 50% all’anno (un attacco ogni due anni). ARO = 0,5.

  3. Calcolo dell’ALE iniziale:

    ALE = € 200.000 × 0,5 = € 100.000 all’anno
  4. Valutazione della soluzione: Il fornitore garantisce un Tasso di Mitigazione dell’80% (0,80). Il costo totale annuo tra licenze e gestione (TCO) è di € 20.000.

Applichiamo ora la formula del ROSI:

ROSI = [(€ 100.000 × 0,80) – € 20.000] / € 20.000 = (€ 80.000 – € 20.000) / € 20.000 = 3

Espresso in percentuale, il ROSI è del 300%. Significa che per ogni euro investito in quella specifica soluzione, l’azienda ne risparmia 3 in perdite attese.

Costruire un Business Case solido per il Board

Presentarsi davanti al CFO o all’Amministratore Delegato dicendo “dobbiamo comprare questo strumento perché i nostri sistemi sono vulnerabili” espone quasi sempre a un rifiuto o a tagli di budget. Spostare la conversazione sul ROSI cambia radicalmente le dinamiche:

  • Parla la lingua del business: Il management ragiona in termini di allocazione del capitale e gestione del rischio finanziario. Mostrare un ROSI positivo trasforma la cyber security da “centro di costo inevitabile” a “strumento di ottimizzazione finanziaria”.

  • Prioritizzazione degli investimenti: Consente al CISO (Chief Information Security Officer) di confrontare diverse soluzioni tecnologiche, scegliendo quelle che offrono il miglior rapporto tra riduzione del rischio e costo.

  • Conformità e Governance: Dimostra che l’azienda adotta un approccio basato sul rischio (risk-based approach), in linea con quanto richiesto dalle più recenti normative europee (come la Direttiva NIS 2 e il regolamento DORA).

Abbandonare i tecnicismi per abbracciare metriche finanziarie solide come il ROSI è l’unico modo per convalidare la spesa in sicurezza, proteggendo non solo i dati, ma la redditività stessa dell’azienda.

(Fonte: https://www.cybersecurity360.it/soluzioni-aziendali/come-calcolare-il-rosi-metriche-e-modelli-finanziari-per-convalidare-la-spesa-in-sicurezza/)

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